Dal 2014 la Villa è sede esclusiva dell'Accademia Discanto, la quale, oltre ad utilizzarla per i suoi scopi istituzionali, si premura di cederla in locazione breve ad enti pubblici ed aziende private per l'organizzazione di eventi di qualunque tipologia.
Dall'11 dicembre 2016 la Residenza e la Ristorazione sono gestiti dalla storica ditta veronese Scapin Srl.

Villa Vecelli Cavriani

la location ideale per i tuoi eventi d’eccellenza

Villa Vecelli Cavriani è un'elegante dimora storica del Settecento veneto, con uno stile unico fondato sull’amore per l’arte, la cultura, la tradizione gastronomica e il benessere.

Una costante ricerca di armonia, la passione per i dettagli e il gusto per le cose belle testimoniano l’innata vocazione di Villa Vecelli Cavriani per l’ospitalità.

Le sue prestigiose sale sono la location ideale per garantire un servizio e un'accoglienza impeccabili, grazie a comodi spazi multifunzionali forniti delle tecnologie più avanzate, che consentono di accogliere eventi, conferenze, seminari, attività di team building, riunioni e meeting.

GLI INTERNI

La ripartizione interna della villa segue un’originale schema a croce: sull’asse più breve un ampio salone centrale mette in comunicazione le due facciate, mentre sul braccio longitudinale si dispongono lo scalone d’onore, che dà accesso ai piani superiori e, dal lato opposto, una sala di minori dimensioni. Gli spazi angolari ospitano ciascuno due stanze quadrate.

PIANO RIALZATO

Il Salone Cavriani dà il benvenuto ai visitatori con eleganti decorazioni a motivi geometrici e floreali.
I quattro sovrapporta dipinti da Francesco Lorenzi, con tecnica monocroma ad imitazione del bronzo, si riferiscono ad alcuni tra i più importanti statisti dell’epoca classica, tra cui spiccano le figure di Pericle, Solone ed Ennio.

La grande sala adiacente è detta Litoteca per la presenza di quattro mensole destinate a sorreggere altrettanti busti marmorei, di cui purtroppo si è persa traccia. La sala è abbellita da un’elegante trifora e dai due finti portali ad arco e serviva, forse, come ambiente di studio. La vicina Sala Solone è adorna di un bel camino, che fa pensare all’utilizzo del vano come salotto di conversazione nei mesi invernali.

Proseguendo, si accede alla Cappella dell’Assunta, vero gioiello artistico della villa: il soffitto a volta è decorato a lacunari, e ospita un’originale interpretazione dell’Assunzione di Maria ad opera di Lorenzi, con chiare derivazioni da modelletti tiepoleschi.
Nel restante apparato decorativo spiccano le tre virtù teologali: la Speranza (con l’ancora) e la Fede (con la fiammella sul capo) fanno da cornice al finto timpano posto sopra la perduta pala d’altare, della quale si conosce solo la dedicazione a S. Giovanni.
La virtù della Carità è inserita nella parete di fronte in una finta nicchia, con il calice e il pane dell’Eucarestia in mano. Il pavimento ricalca il terrazzo alla veneziana preesistente e rappresenta il sole raggiante del “corpus Domini”.

PIANO NOBILE

Per salire ai piani superiori si percorre il sontuoso scalone d’onore, denominato Scalone della Contessa per la presenza di una figura di nobildonna con bambino che sporge dalla finta balaustra.
Si tratta dell’ambiente meglio conservato della villa, dov’è possibile apprezzare soprattutto l’abilità del quadraturista Filippo Maccari, autore delle sontuose prospettive architettoniche.
All’interno del tessuto decorativo, Lorenzi ha inserito figure di servitori che fanno capolino dalle balaustre o rincorrono dispettose scimmiette.

Saliti al primo piano si accede al Salone Vecelli, la cui magnificenza è offuscata dalla perdita quasi totale del soffitto, di cui rimangono significativi lacerti.
Ignoto è il programma del grande affresco: le figure visibili fanno pensare alle allegorie del Tempo (vicino al finto cornicione), di Flora e Zefiro (al centro).

Le pareti, come nel caso dello scalone, sono dilatate da delicati sfondamenti architettonici, ad opera di Maccari. Due eleganti ballatoi balaustrati sporgono all’interno del salone, allo scopo di mettere in comunicazione i vani del piano mezzanino. Le pareti retrostanti recano due composizioni allegoriche, mentre sono da attribuire a Lorenzi i sovrapporta, con coppie di putti agresti.

La grande sala comunicante con il Salone è denominata Quadreria, poiché le ampie pareti ospitavano la pinacoteca di famiglia.
Il prezioso soffitto è riccamente decorato con un’antologia di elementi cari al repertorio di Paolo Guidolini, il secondo collaboratore di Lorenzi dopo Maccari: spiccano, al centro, la figura di Cupido, forse nell’atto di reggere uno specchio, e i finti bassorilievi monocromi con corteggi marini.

A sinistra si apre la Sala delle Divinità, pregevole per il fregio decorato con le principali divinità dell’Olimpo (ben riconoscibili Diana, Mercurio, Ercole, Marte); anche qui, per i rimandi ai cicli vicentini e piemontesi, torna il nome di Guidolini, attivo a Mozzecane nel 1775 insieme a Lorenzi.

L’altro angolo del fabbricato è occupato dalla Sala Conte Vecelli e dalla Sala dei Racemi, decorate nel soffitto con delicati motivi ornamentali. Il lato nord del piano nobile era quello riservato ad abitazione, con varie camere da letto, ciascuna contraddistinta da un diverso soffitto.

La Sala delle Conchiglie, così denominata per il motivo che ricorre negli angoli, e la vicina Sala della Rete guardano verso il giardino.

Dal lato della strada si segnalano la Sala Antonio Vecelli, di cui il fregio e i sovrapporta mantengono l’aspetto settecentesco e l’attigua Sala dei Medaglioni, così detta per i preziosi busti monocromi incastonati nella cornice decorativa.

PARCO ED AREA VERDE

Se gli spazi interni della Villa sono splendidi, l'esterno non è da meno: è possibile usufruire di quello che un tempo era il "Giardino di delizie" dei nobili residenti e di uno spazio recintato usualmente adibito a parcheggio privato, ma che è possibile riservare per attività outdoor di qualunque genere.